mercoledì 2 luglio 2008

How you doing?


Mah.
Che c’è?
Mah. Niente.
Niente.
No, è che stavo pensando a ’sta cosa del Grazie e del Prego in inglese.
Mmm.
Hai presente?
No. Non credo di aver afferrato il concetto, in effetti.
Il Grazie e il Prego, no?
Eh.
Che in inglese dicono Thank you e poi You’re welcome.
Eh. Embè?
E allora, dico io: ma ti sembra pratico?
Mah. Pratico? Pratico in che senso?
Cioè, durante una giornata ti può capitare cinquanta volte di dire Grazie o Prego. No?
Mah. Può darsi.
O anche dippiù. E se lo dici in italiano vabbe’, Grazie e Prego. Te la sbrighi alla svelta. Ma se lo dici in inglese invece non è svelto per niente. Thank you ancora ancora può andare. Ma You are welcome? Ma ti pare?
Capisco.
È lunghissimo. È tutto un discorso. Se lo traduci vordì Tu sei il benvenuto. Ecceccazzo. Va bene essere educati, ma questo è un eccesso di ospitalità.
Be’, l’ospitalità è una bella cosa. E poi a ogni modo l’ospitalità non c’entra un fico, è solo perché fai la traduzione letterale dall’inglese all’italiano. Ma non ha senso la traduzione letterale. You’re welcome non significa Tu sei il benvenuto, significa Prego.
Sì, vabbe’, quello che ti pare, ma comunque ci vuole una vita a dire You’re welcome cinquanta volte tutti i giorni. Fa’ un po’ una prova cronometro alla mano.
No, no, per carità. Non c’è bisogno. Facciamo che mi fido.
Cioè, alla fine della giornata, sommando il tempo passato a dire You’re welcome di qua, You’re welcome di là, secondo me finisce che hai speso dieci minuti del tuo tempo solo per dire You’re welcome, You’re welcome, You’re welcome, You’re welcome. Dieci minuti al giorno fanno trecento minuti al mese, cioè cinque ore, cioè sessanta ore all’anno, cioè più di due giorni.
Tu sei malato. Ma perché non ti godi la pace e la quiete canadese? Gli scoiattoli sugli alberi, gli uccellini che cantano, l’aria buona?
No, ’spetta ’nattimo. Che se poi calcoli una giornata di sedici ore, togliendo otto ore di sonno, vordì che passi tre virgola settantacinque giorni all’anno a dire a Tizio Caio che è il benvenuto. Grosso modo un centesimo del tuo anno.
Ma questi tuoi deliri matematici portano da qualche parte?
Eccerto. Il succo è che, nella vita, è meglio essere sgarbati. Si fa prima.
Ma cammina, va’.
È una triste verità, ma è così.
Vabbe’, ma poi, scusa se faccio crollare tutte le tue teorie, ma un sacco di gente risponde semplicemente Welcome.
Mmm. Questo in effetti è vero.
Il che vordì che perlomeno dimezzi tutte le tue statistiche.
Mmm.
Il che vordì che il tempo che ti serve per essere garbato è solo un duecentesimo. Sei disposto a spendere un duecentesimo del tuo tempo per essere garbato con la gente?
Mmm. Ci devo pensare.
Pensaci. Poi fammi sapere.
No, ma il fatto è solo che, di solito, le lingue, e specialmente l’inglese, tendono ad accorciarsi. No? Più passa il tempo e più diventano sintetiche. Quando incontri qualcuno qua quello di solito ti dice How you doing. No? Io invece pensavo che dicevano How are you doing, e invece How you doing. Si fa prima. Per questo non capisco come mai invece per dire Prego si dice You’re welcome.
Mmm. Nella tua assurdità forse c’è un fondo di ragionevolezza. Per quanto molto ma molto nascosto.
Lo prendo come un complimento.
Fa’ pure come credi.
Comunque sai una cosa?
Cosa?
Non è male qua.
Qua?
A Sainte-Adèle.
Assì? Nonostante tu debba perdere un duecentesimo del tuo preziosissimo tempo tutti i giorni per ringraziare la gente in inglese?
Be’, ci sono anche degli aspetti positivi.
Tipo?
Guarda qua: dodici ciambelle zuccherate only two bucks and nineteen cents.
Figata.

venerdì 13 giugno 2008

Agenzie di viaggio


Allora, hai prenotato il volo?
Cazzo, cioè, maccheccazzo!
Non l’hai prenotato?
Maporcalaputtanaccia, tu non hai un’idea non hai!
Questo è forse un sì? L’hai prenotato?
Guarda, il mondo sta andando proprio in culo. Tutto quanto in culo sta andando il mondo. Ecco cosa. E sembra che non gliene freghi niente a nessuno.
È un no? Basta che dici No, non ho prenotato il volo. Mi basta quest’informazione.
Cioè, tu vai lì, all’agenzia di viaggio, no?
Eh.
E già lì, diciamolo.
Diciamolo.
Diciamolo che già lì a uno gli girano già un po’ i coglioni, va bene?
Be’, mi sembra un po’ prematuro. Aspetta di entrare dalla porta almeno.
No, no. Già per strada a uno mentre va all’agenzia già lì gli vorticano turbinosamente i coglioni. E sai perché?
Insomma non l’hai prenotato il benedetto volo. Ho capito. Non l’hai prenotato.
Perché le agenzie di viaggio sono intermediari del cazzo. Okay? Ecco cosa sono.
Mmm.
E gli intermediari del cazzo in ogni loro forma sono sempre e comunque dei bastardi pidocchiosi inutili che campano succhiando il sangue alla povera gente normale.
Addirittura.
T’incasinano la vita, te la complicano, e perdippiù si fanno pagare per farlo!
Be’, in questo senso in effetti non mi sento di darti torno. Ma temo ci sia poco da fare.
Come anche le agenzie immobiliari, no? O quelli delle carte di credito, o come i preti, no?
In un certo senso.
E infatti il Vaticano è ricco da far schifo.
Sì, vabbe’, ma adesso non divagare che poi ti perdi. Dimmi se l’hai prenotato o no ’sto volo o no.
Cioè, uno arriva lì all’agenzia che già è incazzato come un paguro, no?
Questo però magari è un tuo problema personale tutto tuo.
E arrivi lì già incazzutissimo e cosa ti scopri?
Dimmelo. Ti prego, dimmi cosa scopri. M’interessa tantissimo.
Arrivi lì e scopri che un biglietto di sola andata per sorvolare lo stramaledetto oceano, e qui tra l’altro ci sarebbe da aprire un’enorme parentesi per parlare di questo fatto che gli uomini sorvolano lo stramaledetto oceano come se fosse una cosa normale. Ma ti pare normale?
Okay, okay. Capisco la tua angoscia a riguardo, ma magari questa parentesi la apriamo la prossima volta. Dimmi della prenotazione.
No, perché sorvolare lo stramaledetto oceano ci hai pensato? Ci hai pensato seriosamente?
Seriosamente?
Ma ti sembra una cosa normale da fare? Eh? Una cosa sana? Ma ti sembra che noialtri si sia stati progettati per scagliarci avanti e indietro da un continente all’altro? Eh? Ma ti pare?
Be’, dài, è una cosa che si fa normalmente al giorno d’oggi.
Sette e passa ore dentro a un pezzo di ferro che non si sa come fa a stare sospeso in aria sopra il niente, centinaia e centinaia di metri di niente, a una velocità assurda. Praticamente è come farsi sparare con un cannone.
Mmm.
Cioè, e allora ditelo: vi mettiamo un bel casco in testa, vi ficchiamo in un cannone grande così, accendiamo la miccia e vi spariamo in giro! Ditelo, almeno sarete onesti!
Senti, torniamo all’agenzia di viaggio.
All’agenzia arrivo lì e c’è questa mignottona, okay?
La mignottona?
La mignottona, la mignottona: l’impiegata dell’agenzia.
Capisco.
Le spiego che andiamo in Canada. Le chiedo se c’è posto sul volo che abbiamo trovato su internet. Hai presente?
Ho presente.
Su quell’aereo non c’era più posto. Allora la mignotta me ne cerca un altro, che naturalmente costa dippiù, e poi mi stava per prenotare un’andata e ritorno. E poi mi dice Le metto il ritorno per il sei di novermbre, mi dice. La mignottona.
Be’. Ma a noi ci serve solo l’andata.
E ’nfatti.
E cazzo dice la mignottona che torniamo il sei di novembre? Cos’è? Lo decide lei?
E ’nfatti. Vedi che è una mignottona?
Tra l’altro stiamo via un anno. Al limite il ritorno ci servirà tra un anno, mica a novembre.
È quello che ho detto io. Ma la mignotta con tutta la naturalezza del mondo mi dice che un biglietto andata e ritorno costa quasi la metà di un biglietto di sola andata!
Mmm.
Capito mi hai?
Mmm.
Cioè due voli costano la metà di uno. Bello, eh? Sano, normale, ragionevole.
Oggesù.
Che poi il biglietto di ritorno lo posso tranquillamente buttare via, mi dice lei.
La mignottona.
Hai capito?
Ho capito. Il mondo sta andando in culo.
E vedi che sei d’accordo? In culo, tutto in culo. Ecco cosa. Per lei questa era una cosa normalissima.
E alla fine cosa hai fatto?
Be’, a questo punto tu non hai un’idea dei pensieri brutali e violenti che mi si sono sparaflashati in testa mentre osservavo la mignottona.
Non m’interessa neanche.
Cioè io la volevo strangolare lì con il filo del telefono.
Non credo sarebbe stato di alcuna utilità.
Darle giù le legnate con il mappamondo che c’aveva sulla scrivania.
Ho capito. Ma mi vuoi dire alla fine che hai fatto?
Sì, no, poi alla fine il volo non l’ho prenotato.
Mmm.
Anche perché poi c’è anche che la ditta di sconfiggimento draghi che t’ha assunto ci rimborserebbe solo l’andata. E quindi a noi comunque non converrebbe comunque.
E infatti hai fatto bene.
Cazzo se ho fatto bene.
Comunque bastava che mi dicevi No, non ho prenotato il volo.
Questo mondo sta andando in culo sta andando.
Eh.

martedì 20 maggio 2008

Il mio eroe dei videogiochi preferito


Che il mio eroe dei videogiochi preferito il mio eroe dei videogiochi preferito che è Xhtaarion che Xhtaarion c’ha un tirapugni tempestato di diamanti che Xhtaarion col suo tirapugni tempestato di diamanti Xhtaarion a forza di sganassoni rompe il culo a tutti i demoni che Xhtaarion il mio eroe dei videogiochi preferiti Xhtaarion c’ha ’na pistola grossa così che pesa come un cerchione d’automobile che Xhtaarion con la sua pistola grossa così che pesa come un cerchione d’automobile apre buchi grandi come limoni nelle armature dei nemici che non possono fare altro che soccombere gettando secchiate di sangue verde sulle macerie che Xhtaarion c’ha poi anche ’na spadona medievale di due metri emmezzo a canne mozze che sul manico c’ha anche l’acceleratore che quando Xhtaarion schiaccia l’acceleratore sul manico della sua spadona medievale di due metri emmezzo eccetera eccetera Xhtaarion schiacciando l’acceleratore può scoperchiare a sciabolate i carri armati dei nazisti al triplo della velocità che i nazisti neanche fanno in tempo a vederlo che Xhtaarion il mio eroe dei videogiochi preferito Xhtaarion quando poi facendo zapping s’imbatte chennesò per esempio in quella cacca molle di Giulio Tremonti che spara immonde cazzate seduto comodo comodo sulla sua poltrona nello studio di quell’altra crosta dimmerda che è Mentana allora Xhtaarion può prendere anche il suo fucilone d'assalto d’oro e adamantio con motosega e lanciamissili a ricerca termica incorporati, che poi è anche il mio preferito, e prendendo bene la mira sparare un missile terra-aria su attraverso il soffitto, poi versarsi un whiskey, tornare con comodo a stravaccarsi sul suo divano, il gigantesto divano rosso di Xhtaarion, e due minuti dopo assistere in diretta all'esplosione di Tremonti e di Mentana e del suo studio Mediaset del cazzo fuori dal globo terrestre.
Ecco perché Xhtaarion è il mio cazzo di eroe dei videogiochi preferito.

lunedì 12 maggio 2008

Canada


E comunque, per la cronaca, io e Mr.Smog ce ne andiamo in Canada per un anno.
Sappiatelo.
Mr.Smog perché, dice, ha bisogno di una pausa. Non può sopportare un altro governo Berlusconi. E io gli credo. Già solo per la storia del Ministero della Semplificazione Legislativa ha strillato che sembrava un'ambulanza. Ci vuole una pausa.
Quanto a me, io invece emigro perché ho trovato un impiego come sconfiggitore di draghi. Figo, no? Pare che in Canada ne abbiano un sacco bisogno.
Poi vi facciamo sapere come va.

giovedì 20 marzo 2008

Meraviglie di internet in cima a montagne sperdute


Sto leggendo Galapagos, di Vonnegut. Preferisco Vonnegut a Orwell. Mica per altro, sono entrambi due pessimisti e quindi è chiaro che io sono completamente d'accordo con loro. Ma Vonnegut ci ride sopra, e invece Orwell ci piange sopra. A ogni modo. Sto leggendo Galapagos e a un certo punto Mr.Smog mi fa:
Cosa non è internet.
Perché?
Hai presente The Internet Movie Database?
No.
Vabbe’, è uguale. È un sito di film, okay?
Okay.
E i film sono classificati in tutti modi possibili e immaginabili. Okay?
Okay.
C’è tipo la categoria fuga, la categoria zombie, la categoria scuola, mostri, eccetera. C'è persino la categoria fucili a canne mozze. Pensa un po'.
Ne potrebbero venire fuori delle gran tesi di laurea. Fucili a canne mozze nella storia del cinema.
Che poi non è corretto dire categoria, sono parole chiave.
Quello che ti pare.
Insomma parole chiave in relazione con il film che vuoi cercare, okay? E ti vengono fuori tutti i film che hanno in qualche modo a che fare con quella parola chiave, okay?
Okay.
E sai cosa?
Cosa?
C’è persino la parola chiave minigonne.
Addirittura. Che cosa sconvolgente.
Cioè in pratica tutti i film in cui compare una in minigonna, no?
Una gran comodità insomma. E tu a questo punto vorrai organizzare una maratona cinematografica a tema immagino.
È un'idea. Però mica ci saranno anche tipo i film dove c'è solo una passante che passa dietro ad Al Pacino e allora c'è una minigonna e allora è nella parola chiave, eh. Sennò così la lista è infinita e piuttosto inutile.
Mannò. Sarà riferito solo ai personaggi principali.
Be’, sì.
Mica che magari c’è un film ambientato tutto in un monastero in cima a una montagna sperduta dove son tutti frati, no? Ma a metà film per dieci secondi si vede tipo la postina che passa e c’ha la minigonna, no? E allora solo per quello il film rientra nella categoria minigonne, no?
No cosa?
Cosa cosa?
Ho smesso di seguirti quando sei entrato nel monastero in cima alla montagna sperduta.
Vabbe’.
Che poi chennesai, magari alla fine è la storia di un frate che tutti i giorni spia la postina da una feritoia del confessionale o chennesò. No? E così il peccato s’insinua nel monastero in cima alla montagna sperduta, no? E allora l’idea di ’sta minigonna s’inchiavarda nelle circonvolluzioni di ’sto povero frate, ed è per questo che la minigonna è al centro della questione ed è nelle parole chiave, ma la si vede solo per dieci secondi.
Be'. Dipende. Poi cosa succede?
Eh. Alla fine il povero frate non ce la fa più e tenta di violentare la postina.
E poi?
E poi: colpo di scena: la postina è un uomo.
Naaaaa.
Giuro. Anche anatomicamente intendo.
Avevo capito. E il frate?
Eh. Il frate a questo punto ha un’illuminazione e finalmente riesce a confessarsi di aver sempre saputo che la postina era un uomo, di essere gay, e di essere segretamente innamorato di Angelino, il chierichetto di tredici anni che canta nel coro e che con gli acuti incrina i posaceneri di alabastro.
Perché c'è anche un coro?
C'è il coro. C'è il coro, i frati, e la postina.
Che storiaccia.
E infatti alla fine il frate si suicida.
Meglio. Così finisce il film.
No, aspetta: la postina che anatomicamente è un uomo si fa crescere la barba e prende il posto del frate.
E vabbe’. Ma quanto cazzo dura ’sto film?
’spetta. La postina si mette, sai, il saio da frate con il cappuccio e tutto il resto, ma sotto ha sempre la minigonna, anche se non si vede e quindi non dovrebbe entrare nella famosa parola chiave. E insomma gira per il monastero in cima alla montagna sperduta così, un po’ chinata in avanti leggendo la Bibbia che nessuno la riconosce.
Lo riconosce.
Quello che è. E a questo punto indovina un po’?
La postina si vuole inchiappettare Angelino.
Eccerto che vuole.
Ma che film del cazzo. Co’ ’sti colpi di scena del cazzo: ta-dà: la postina è un uomo!
Eh.
Che poi c’è una componente omofobica evidentissima!
Ma che me stai a fa’ la recenzione? Ma guarda che mica l’ho girato io 'sto film, sa’?
Vabbe’. Ma poi che cazzo c’entra poi la minigonna?
Mah, non molto. Ma sai, è internet che è fatto così: tende a divagare, divagare, divagare.
Al massimo sarai tu che divaghi.
Vabbe’. Ho finito. Volevo solo dirti questa cosa della lista dei film delle minigonne che avevo trovato su internet.
Capirai. Sai io invece cosa ho trovato?
Cosa?
Sai cosa esce se cerchi con Google insultare e Mastella? Eh?
Cosa esce?
Guarda un po’.
Eh. Cosa vuoi. Ognuno ha il suo settore di specializzazione.


(Ma poi alla fine la postina s'inchiappetta Angelino?
Secondo te Orwell e Vonnegut come la vedrebbero?)

sabato 23 febbraio 2008